Midterm, venti forti da giù/ 4
Tennessee
Primo stato del sud ad “allinearsi” al dominio repubblicano degli ultimi decenni, il Tennessee è stato a lungo un’anomalia elettorale della Bible Belt (eleggeva governatori del Gop perfino negli anni della segregazione). Quest’anno, con la popolarità di Obama in caduta libera, il Volunteer State dovrebbe essere uno dei punti di forza della scommessa repubblicana. Prima di tutto, dopo il ritiro di Phil Bredesen, il Gop è quasi sicuro di strappare la poltrona di governatore ai democratici con il sindaco di Knoxville, Bill Haslam. di Larry Silverbud
17 AGO 20

Primo stato del sud ad “allinearsi” al dominio repubblicano degli ultimi decenni, il Tennessee è stato a lungo un’anomalia elettorale della Bible Belt (eleggeva governatori del Gop perfino negli anni della segregazione). Quest’anno, con la popolarità di Obama in caduta libera, il Volunteer State dovrebbe essere uno dei punti di forza della scommessa repubblicana.
Prima di tutto, dopo il ritiro di Phil Bredesen, il Gop è quasi sicuro di strappare la poltrona di governatore ai democratici con il sindaco di Knoxville, Bill Haslam. Poi ci sono almeno tre distretti “blu” (su cinque) a serio rischio di switchover. Due, entrambi “open”, sono quasi sicuri per i repubblicani: nel 6° al confine con il Kentucky (rurale e sempre più “suburbanizzato”) dovrebbe prevalere Diane Black; nell’8° all’estremo ovest dello stato, il favorito è il contadino e cantante gospel Stephen Fincher. Nel terzo, ancora incertissimo, soltanto il suo voto contrario alla riforma sanitaria tiene ancora a galla l’incumbent democratico Lincoln Davis.
di Larry Silverbud